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LA VALPOLICELLA IERI E OGGI

 

L'immagine della Valpolicella nel passato è parzialmente diversa da quella dei nostri giorni: mentre in quel tempo i terreni più ambiti e anche i paesi più vivaci si trovavano alle pendici collinari, al riparo delle bizze dei torrenti, oggi la zona maggiormente abitata, e più importante, è quella dei fondovalle, più vicina a Verona.

 

I primi insediamenti, infatti, si formarono soprattutto sui dolci rilievi della valle. Per questo, ad esempio,  il paese di Negrar si sviluppò in due direzioni, verso due distinte aree, corrispondenti ai versanti collinari: su quello orientale sorsero le contrade di Sargiago, Villa, Poiega e Tomenighe; su quello occidentale, Jago, Borgo (la zona intorno alla pieve di San Martino, l'attuale chiesa parrocchiale) e Moron.

Il vicino paese di Marano di Valpolicella conobbe uno sviluppo analogo: ad est della valle, le contrade di Paverno, Gnirega, Castello; a ovest, quelle di Casetta o Castei, Arzila (ora Pozzo) e Fasanara.

 

I proprietari terrieri seppero valorizzare al massimo gli appezzamenti posti in pendio (fra cui, per rimanere nell'area compresa tra Negrar e Marano di Valpolicella, anche il versante di Valgatara con Campian e Figari), apprezzati per il buon soleggiamento che permetteva una perfetta maturazione dei prodotti di pregio, di allora come di oggi: uva ed olive, vino ed olio.

 

Essi provvidero, anche, ai primi terrazzamenti con muretti a secco, le caratteristiche "marogne" che tuttora contraddistinguono il paesaggio, e costruirono nuove case contadine per i mezzadri e le loro famiglie.

 
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